Doccia fredda per i professionisti con Partita Iva I professionisti iscritti agli enti di previdenza non possono accedere a questa misura

Molte categorie di professionisti stanno facendo i conti tra fatturato di aprile di quest’anno con quello del 2019 per accedere agli aiuti economici del Governo. Purtroppo quello che sembrava scontato sul contributo a fondo perduto non lo è. I professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza non possono accedere a questa misura. Una doccia fredda per i professionisti con Partita Iva che dovranno accontentarsi del bonus 600 euro. Nel Decreto Rilancio  non ancora pubblicato si legge che  il contributo è riconosciuto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva, di cui al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Il Governo fa i conti senza l’oste

Fino a qualche giorno fa le intenzioni del Governo erano ben diverse perché stava scritto: “un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva”. In questo modo il beneficio sarebbe stato per tutti anche per i professionisti con Partita Iva appartenenti  agli enti di diritto privato di previdenza. Probabilmente qualche settimana fa si sono fatti i conti senza l’oste. La coperta è corta e si è optato di stralciare dal provvedimento tanti professionisti per non pesare troppo sulle già asfittiche casse dello Stato.

Chi potrà avere il beneficio a fondo perduto

I beneficiari  dovranno rispettare questa condizione: l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 deve essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato dell’anno precedente. Quanti soldi a fondo perduto arriveranno nelle tasche saranno determinati applicando una percentuale. Dovrebbe essere confermato il 20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro. Invece, il  15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila euro e fino a un milione di euro. Il 10 per cento spetta ai soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a 5 milioni di euro. A tirar le somme la doccia fredda per i professionisti con Partita Iva è servita e non si vedranno nessun contributo a fondo perduto sul proprio conto corrente postale o bancario.